ADHD, bambini vivaci e scuola dell’infanzia

Il seguente articolo ha come argomento un disturbo divenuto a suo modo conosciuto soprattutto in ambito scolastico e della psicopatologia infantile, ossia l’ADHD.
Esso consiste in una difficoltà da parte del bambino a regolare il suo livello di attenzione e concentrazione, controllare i propri impulsi ed il comportamento motorio, tutti sintomi che poi vanno a comprometterne il funzionamento scolastico e l’autostima. Davanti ad un compito, al dover emettere una prestazione scolastica il bambino iperattivo non riesce a mantenere il livello di attenzione e concentrazione necessario per portare a termine il compito stesso. La sua mente infatti non riesce a sostare sulle nozioni da apprendere, ma continua a vagare da stimolo a stimolo. Questo continuo movimento mentale si traduce anche in movimento fisico, in tal senso il bambino iperattivo non è mai fermo, non riesce a stare seduto sul banco, ha bisogno di alzarsi, muoversi, interagire continuamente con gli altri bambini, con i quali gioca e litiga, tendendo a disturbarli. Oltre a ciò vi sono crisi di rabbia, difficoltà ad accettare le regole ed i limiti, incapacità di tollerare la frustrazione.

Ultimamente vari fattori educativi, familiari e sociali hanno portato ad un aumento di questo disturbo, oltre che ad un maggior livello di iperattività e vivacità in molti altri bambini, per quanto ciò non giustifichi minimamente l’etichetta di “bambino iperattivo” anche per quei bambini che comunque sono più vivaci e difficili da gestire. In tal senso il rischio è quello di stigmatizzare come iperattivi e problematici molti più bambini del previsto, che una volta “bollati” all’interno di tale categoria vanno incontro a trattamenti più duri e rigidi del dovuto, col risultato di peggiorare una situazione che da delicata può diventare problematica. I bambini iperattivi con il loro carico di energia ed irruenza tendono a mettere a dura prova le figure adulte di riferimento, che estenuate da tale situazione rischiano a loro volta di innervosirsi e dar vita ad una spirale nociva per entrambi. In tal senso per quanto un bambino possa provocare, muoversi o innervosirci bisogna cercare di non scordare mai che siamo sempre di fronte ad un bambino, che in quanto tale presenta una grande delicatezza e fragilità, soprattutto quando deve interagire con un adulto, che detiene in ogni caso una posizione di forza all’interno della relazione di accudimento. È importante ricordarsi che siamo là per prenderci cura del bambino e favorirne la miglior crescita possibile. Non bisogna mai perdere la calma, ed essere capaci di contenerlo fisicamente senza però essere violenti con lui, limitandosi a limitarne l’irruenza ed il rischio di farsi male attraverso l’abbraccio, fino a quando tali momenti di crisi vanno scemando da soli.

bambini[1].jpgE’ meglio non mettersi sul suo stesso piano e farsi risucchiare dalla sfida che egli prova a lanciarci, non essere punitivi in maniera ingiustificata ed oltre misura, senza che vi sia un senso educativo consapevole dietro la punizione. Di fronte alle continue esagerazioni del bambino iperattivo l’istinto ci potrebbe portare a volerlo sanzionare tutte le volte, ma anche ciò alla lunga risulta controproducente: una sanzione quando viene data troppo spesso perde il suo potere, non fa più effetto, ma al contrario incentiva il bambino ad accanirsi nella ripetizione del comportamento sbagliato. Può essere utile provare a sorvolare su buona parte delle esuberanze del bambino, limitandosi a sanzionare in maniera ferma ma non violenta gli episodi dove viene fatto qualcosa di eccessivo ed oltre misura, insomma, meglio poche ma buone! Oltre a ciò può essere utile comunicare in maniera chiara ed essere profondamente coerenti nel comportamento. Al tempo stesso bisogna cercare di capire quali sono le risorse del bambino e rinforzarne positivamente le attività positive e gratificanti. Oltre a ciò è fondamentale parlare in maniera chiara e positiva al bambino, anche nel mettere le regole, astenendosi di toni e le parole violente e mortificanti.

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