Bullismo

 

Per bullismo si può intendere un atteggiamento ed un comportamento ripetuto nel tempo, dove una persona (con l’assenso di un gruppo di complici oppure di spettatori silenziosi) fa subire ad una vittima una qualche forma di violenza, che può essere verbale, fisica o anche (nelle situazioni più gravi) di tipo sessuale. Il bullismo per la vittima comporta una forma di umiliazione, di mortificazione narcisistica davanti agli altri. L’aggressore in poche parole esibisce la sua forza e potere di fronte ad un gruppo, mostrando al tempo stesso come la vittima sia debole ed indifesa. II trauma del bullismo quindi sembra legato non solo alla violenza subita, ma anche alla grande vergogna provata di fronte al gruppo che ha assistito al fatto. Il bullismo immette nella vittima dei sentimenti di passività, impotenza e debolezza, oltre che dei sensi di colpa ed i dubbi sul perché tutto ciò stia accadendo proprio a lei.
Questa componente di vergogna e mortificazione è molto significativa soprattutto quando il bullismo riguarda persone e contesti adolescenziali, età dove ci può essere una normale e fisiologica insicurezza identitaria, insicurezza che può aumentare o diminuire anche in base al giudizio e la stima che proviene dal gruppo dei pari. Possiamo quindi immaginare il senso di “tragedia” che può essere percepito da un adolescente che subisce un contesto di bullismo da parte del gruppo dei pari, tant’è vero che attualmente i contesti dove avvengono molti degli atti di bullismo sono la scuola e le chat in Internet, 2 “Communities” caratterizzate entrambi dalla presenza di un grande gruppo dove l’individuo deve esporsi e farsi vedere, passare sotto lo sguardo dell’altro. Quel che colpisce è anche il rapporto di forza impari fra aggressore e vittima, dove la vittima si percepisce sola ed isolata di fronte ad un’aggressore più forte e coperto dall’omertà del gruppo, oppure in balia di un gruppo di aggressori. Non sempre è facile capire la ragioni del bullismo, soprattutto nei contesti adolescenziali, dove vi possono essere di volta in volta svariate e complesse ragioni. Volendo provare ad abbozzare una possibile spiegazione del bullismo (spiegazione che comunque non vuole essere assolutamente esaustiva), possiamo dire che essa può essere una maniera attraverso la quale i gruppi manifestano e “sfogano” la propria violenza e tensione interna attraverso l’utilizzo di un soggetto ritenuto dal gruppo stesso come più debole ed attaccabile, incuranti però del danno e la mortificazione procurata alla vittima. Da un punto di vista terapeutico il bullismo può essere affrontato riflettendo sulle ragioni che hanno spinto l’aggressore a mettere in atto tali comportamenti, al fine di mostrare che dietro a tali manifestazioni di forza possono esserci a loro volta delle debolezze; al tempo stesso però è importante chiarire che ciò non legittima minimamente gli episodi subiti. Inoltre può esser utile mostrare alla persona la sua forza, fargli capire che, se ha resistito ed è sopravvissuta al bullismo, probabilmente dentro di lei c’è una forza ed una vitalità molto più grande di quel che si possa pensare.

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