Psicoterapia e Neuroscienze: la Lumaca di Kandel

 

In America a partire dal 63′ ci fu uno psichiatra, Kandel, che iniziò a porsi un quesito molto interessante: a partire dalla struttura fisica del cervello analizzata dalle neuroscienze, è possibile vedere come una psicoterapia può cambiare la mente ed il cervello?
Kandel iniziò le sue ricerche a partire dallo studio del sistema nervoso degli animali: la sua convinzione infatti era che fosse molto difficile condurre degli studi sul cervello umano, che avendo 11 miliardi di neuroni mal si prestava ad analisi di laboratorio. Bisognava cercare quindi un sistema nervoso più semplice ed indagabile, ma che comunque fosse simile a quello dell’uomo. Fu così che Kandel si imbattè nell’Aplysia, una lumaca marina californiana, la quale aveva “solo” 20.000 neuroni, ma che si trasmettevano gli impulsi elettrici attraverso un sistema si sinapsi molto simile all’uomo.
La lumaca di Kandel: L’ideazione dell’esperimento
Individuato quindi il sistema nervoso da studiare, Kandel passò col definire la sua area di interesse. Intendendo la psicoterapia come una forma di “Apprendimento dall’esperienza” (definizione che tra l’altro venne data anche da Bion, famoso psicoanalista inglese) egli si pose un obbiettivo: vedere se e come il sistema nervoso della lumaca Aplysia si modificava in seguito ad un apprendimento. Per far questo egli iniziò a spruzzare un piccolo getto d’acqua sul sifone dell’animale, ossia un suo organo di senso posto sul dorso. Quando veniva spruzzato questo getto, Kandel osservava che la lumaca richiudeva e ritirava questa parte del corpo, e con esso pure le branchie. Ma se questa operazione veniva ripetuta nel tempo, egli vedeva che il sifone veniva chiuso sempre di meno, ed alla fine rimaneva aperto, perchè l’Aplysia aveva appreso che questo stimolo non era pericoloso. Oppure Kandel somministrava nella testa della lumaca delle piccole scosse elettriche che facevano ritrarre la testa, comportamento che poi l’animale ripeteva anche per tutto l’arco della sua vita, anche quando la testa non veniva stimolata dalla scossa elettrica, ma solo da una piccola pressione di un dito.
La lumaca di Kandel: l’apprendimento ed il cambiamento neurologico
L’animale aveva imparato quindi un nuovo comportamento. Individuate queste operazioni, Kandel passò allo studio del sistema nervoso. La prima volta che veniva spruzzata l’acqua o somministrata la scossa, quel che poteva essere visto era che c’erano degli impulsi elettrici che passavano in un nuovo circuito di neuroni, precedentemente non utilizzato. Ma dopo che veniva ripetuto lo stesso stimolo di scossa o acqua e che l’animale aveva imparato ad emettere un nuovo comportamento, quel che Kandel notava nel sistema neurale era che quel nuovo circuito di neuroni utilizzato la prima volta era diventato più forte e stabile, ci passavano più impulsi elettrici, come se a quel cambiamento di comportamento corrispondesse un cambiamento delle connessioni dei neuroni. L’apprendimento quindi non cambia i neuroni e non ne crea di nuovi, ma cambia la maniera di utilizzarli, cambia il percorso e l’insieme di neuroni attraverso cui passano gli impulsi elettrici, e questo grazie alla memoria, che permette di “fissare” queste nuove sinapsi.
La lumaca di Kandel e la “scoperta” della memoria
Kandel, a partire da questa scoperta sulla capacità della lumaca di creare nuovi circuiti di neuroni, cercò di approfondire il ruolo della memoria, che divise in memoria a lungo e breve termine (MLT e MBT). Concentrandosi sulla MLT egli scoprì che le modificazioni dei contatti avvenivano grazie ad un’alterazione dell’espressione genica. Dopo una nuova esperienza ripetuta nel tempo nei neuroni sensoriali si attivava in maniera automatica un gene, chiamato CREB.
Questo gene a sua volta iniziava a produrre delle proteine, in grado di modificare in maniera duratura e stabile le sinapsi, permettendo così di fissare l’apprendimento ed il nuovo comportamento associato: “Se continuavamo a stimolare con scosse elettriche la testa dell’animale, la sensibilizzazione durava per tutta la vita dell’animale: per fare ciò era necessario che all’interno del neurone sensoriale si attivasse un gene, detto CREB, il quale poi attivava la sintesi di proteine che modificavano in maniera altrettanto duratura la sinapsi: in pratica il segnale era potenziato, così la retrazione della branchia aumentava e restava potenziata a lungo” (Kandel, 2012).
Ed è proprio grazie a queste scoperte, che Kandel e la sua lumaca riuscirono a dimostrare che gli apprendimenti legati ad una psicoterapia iscritti nella memoria, modificando i comportamenti e permettendoci di cambiare in meglio la nostra vita.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...