Psicologia del Viaggio, seconda parte

 

Riprendendo questi ragionamenti sulla psicologia del Viaggio, un altro elemento importante è sicuramente il doversi confrontare con l’ignoto e lo sconosciuto, oltre che con esperienze ed episodi che possono comportare anche la paura ed il rischio. Il viaggio cioè, con i suoi rischi ed imprevedibilità, ci obbliga a confrontarci giorno dopo giorno con le paure, ma è proprio in queste situazioni forti che la persona riesce molto spesso a tirare fuori il meglio di sé, riscoprendosi più forte di quel che potesse pensare. Probabilmente è proprio la ricerca di forti emozioni che sta alla base della bellezza del viaggio, esso cioè riesce con le sue nuove esperienze a farci provare delle esperienze emotive che forse rischiamo di non poter più sentire all’interno della vita quotidiana, percepita come sempre uguale a se stessa, statica e non più sorprendente.
In tal senso forse la speranza non è solo quella di viaggiare, ma di poter ritornare a rivivere come sorprendente anche la nostra vita normale, una volte ritornati a casa. In ultima istanza, la psicologia del viaggio, allontanandoci dai nostri obblighi e doveri, permette di vivere un’inebriante sensazione di libertà, dove potersi reinventare, ripensarsi e ricostruirsi. Da un punto di vista mentale quindi questa esperienza ci permette, attraverso una condizione di Libertà, di sperimentare un nuovo stato del Sé, una nuova forma di noi, precedentemente non conosciuta, ma forse altrettanto importante. La psicologia del viaggio in questo senso può essere intesa come la possibilità di vivere una nuova identità, per poi decidere quanto questa nuova identità piaccia e possa essere portata con noi anche dopo la fine dell’esperienza, andando a modificare la nostra personalità ed integrarsi con essa.
Al tempo stesso penso sia importante riflettere sul fatto che forse la Libertà assoluta non è quasi mai raggiungibile, neanche in viaggio, visto che in fondo rimaniamo sempre un po’ schiavi di noi stessi, ma anche questa in fin dei conti può essere una nuova consapevolezza psicologica, che può essere acquisita e vissuta fino in fondo solo attraverso l’esperienza pratica.
Per quanto il viaggio a volte possa essere visto come una via di fuga ed un rifugio dai nostri inaffrontabili problemi, esso rimane d’altro canto un’esperienza unica di libertà rigenerante, in grado di farci apprezzare ancora una volta il gusto della vita.

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