Rap, devianza e paranoia: la storia e l’opera di Tupac Amaru Shakur

Tupac Amaru Shakur nasce il 16 giugno 1971 a New York; sua madre (Afeni Shakur) era un membro attivo delle Pantere Nere, movimento di emancipazione degli afro-americani negli anni 70′-80′, di cui la donna frequentava alcune delle frange più estremiste, cosa che ebbe più di una conseguenza legale. La stessa gravidanza di Tupac è avvenuta in carcere, fin dalla sua infanzia lui e la madre dormivano per strada, con la paura ed il rischio concreto di essere aggrediti da senza-tetto, delinquenti e teppisti per le strade di Harlem, mentre il padre era latitante sempre per motivi politici. Pur essendo considerato dai suoi insegnanti un adolescente dotato, estroso ed intelligente, molto appassionato di politica, poesia, jazz, ballo e recitazione, lo stato di indigenza costrinse il ragazzo a lasciare la scuola, iniziando a frequentare la strada, spacciare e consumare sostanze, costruendosi una vita nell’illegalità. Dai 20 anni riesce a produrre dischi rap, acquisendo nel giro di poco tempo una notorietà ed un carisma molto grandi. È a partire da questo periodo che inizia anche ad avere molti guai con la giustizia, a causa di risse con la polizia, uso di armi da fuoco ed anche abuso sessuale. Nel novembre 1994 inoltre accade un fatto che cambierà la sua vita, facendolo arrivare fino alle soglie del delirio paranoico e l’ossessione per la Morte: la notte del 30 novembre 1994, poco prima del verdetto finale inerente la causa per abuso, il rapper si era recato con alcuni amici in uno studio per effettuare delle registrazioni. All’entrata Tupac aveva trovato due uomini di colore sulla trentina, vestiti con tenute militari, ma Shakur credette semplicemente che si trattassero di alcuni bodyguard dell’entourage di The Notorious B.I.G., altro rapper di primo piano, con cui Tupac era ancora in rapporti di amicizia. Nel momento in cui Shakur e i suoi furono davanti all’ascensore, i due uomini si avvicinarono, puntarono le pistole contro di loro e li fecero stendere a terra. La loro aggressione si concentrò su Tupac, a cui spararono cinque volte. Shakur fu trascinato nell’ascensore e condotto al piano superiore dell’edificio, dove erano presenti altri artisti, rapper e impresari musicali, fra cui Notorius Big e altre figure di spicco della scena underground. Egli in seguito raccontò come i suoi amici e colleghi si fossero comportati in modo strano, come se fossero sorpresi che fosse ancora vivo; proprio in quei momenti concitanti, per via dell’atteggiamento sospetto di molti di quelli che considerava amici, Tupac iniziò a diffidare di loro. Da allora questo episodio gettò le basi per una faida fra la East Cost di Biggie e la West Cost di Tupac.

Sopravvissuto ai proiettili, nel giro di 24 ore lasciò l’Ospedale contro l’opinione dei medici, perché pensava di non essere al sicuro dentro la struttura. Il giorno dopo si presentò in tribunale su una sedia a rotelle per ascoltare il verdetto riguardo all’accusa di violenza su una fan. Condannato a 4 anni e mezzo, nei primi mesi del 95 compose in carcere un nuovo album, Me Against the World, (Io contro il Mondo) uno degli album più importanti de Rap, e che gli valse lo scarceramento, visto che uno dei suoi produttori gli pagò la cauzione per permettergli di sponsorizzare il lavoro. Esso contiene alcuni pezzi dove l’argomento principale è la Morte: Tupac infatti iniziò ad avere paura di nuovi attacchi, convincendosi che prima o poi i nemici sarebbero tornati per ucciderlo, in nome di una guerra ed un destino di Morte dal quale si sentiva sempre più assorbito. La prima canzone dell’album per esempio si chiama “If I die 2nite” dove il titolo è un gioco di parole, visto che può essere tradotto al tempo stesso “se muoio questa notte” (If I die tonight) sia “se muoio per una seconda notte” (If I die 2 nights); in questo articolo parleremo di un altro pezzo del disco, “I see the Death around the corner” (Vedo la Morte dietro l’angolo).

In questo pezzo l’autore mette in rima un episodio a lui accaduto, per quanto rielaborato dalla sua mente: poco prima di entrare in carcere, quando ancora abitava in convalescenza a casa sua, Tupac non riusciva più a dormire, aveva paura che i rivali lo assalissero durante il sonno, convinzione che lo portava a passare la notte in bianco, appostato dietro la finestra col fucile in mano, schiavo delle sue paure. Ecco qui di seguito un estratto tradotto del brano:

Vedo la morte dietro l’angolo, devo stare fatto per sopravvivere nella città dove i neri magri muoiono
Se mi seppellite, seppellitemi come un Gangster, non c’è bisogno di preoccuparsi, mi aspetto la vendetta in fretta.

Vedo la Morte dietro l’angolo ogni giorno provando a conviverci, tanto nessuno vive per sempre,
lottando e lottando il mio destino è di morire,
tenendo il dito sul grilletto non c’è pietà nei miei occhi,

in una bolla di confusione penso a mio padre,
più pazzo di un disperato, i miei genitori non avrebbero mai dovuto mettermi al Mondo.
Penso di aver visto troppe morti, ed i dottori non possono aiutarmi

Mi sto ossessionando con la mia pistola nelle tasche, e questo non è star bene
Dimmi la verità, sono paranoico?
Sono fuori dalla finestra col mio fucile pronto a sparare,
con la mente esaurita ed incapace di reggere, mi manca il respiro
[…………….]

Ma vedo la Morte dietro l’angolo.

Questo testo colpisce per la potenza, le associazioni che riportano alla propria famiglia, il destino sfortunato e segnato fin da subito, in un Mondo minaccioso, popolato di nemici che aspettano solo il momento giusto per colpire; sembra di essere dentro il più “classico” degli scenari paranoici, dove la persona è in balia della Morte, senza che nessuno la possa aiutare, senza che ci si possa più fidare di qualcuno, perché ormai per la strada ci sono solo nemici.

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La notte fra il 7 e l’8 Settembre 1996 Tupac viene ucciso a Las Vegas, da una macchina che si era accostata alla sua, riempiendola di colpi. A questo omicidio (che la gang di Tupac imputò a Notorius Big) seguì quello dello stesso Notorius, condannando il rap americano a perdere i suoi 2 indiscussi leader e punti di riferimento.  Ad aumentare la suggestione e la portata di questa storia contribuirono anche le pubblicazioni postume di Tupac. Anche dopo la sua Morte infatti vennero pubblicate molti altri inediti, dove il rapper continuava a parlare della sua nemica che lo aspettava, come se egli fosse capace di gridare la sua ossessione per essa anche dall’Aldilà.

 

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