Il Bene e il male, Introduzione

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Da sempre l’uomo si è interrogato sull’origine del bene e del male, cercando di rispondere a questi profondi quesiti attraverso la formulazione di storie, il cui fine era di dare una spiegazione ad angosciosi enigmi attraverso l’utilizzo della Fantasia, e di scene ed immagini da essa create. A tal proposito in Europa il racconto per antonomasia è quello legato al Giardino dell’Eden, con Adamo ed Eva che vengono cacciati dopo aver assaggiato la Mela del peccato, storia che vuole essere appunto una metafora del bene e del male.

L’episodio biblico non è l’unica versione di questo racconto, basti pensare per esempio al mito greco di Pandora, che condivide più di un’analogia con il corrispettivo ebraico, come per esempio il fatto che in entrambe le storie il male sia un risultato di un’azione compiuta da una donna.
Sia i Greci che gli Ebrei avevano un tipo di società patriarcale, dove il potere era gestito e detenuto dal sesso maschile, cosa che da un punto di vista culturale si è tradotto nella credenza che sia stata la donna a disperdere il bene con il male da lei scoperto. Inoltre in questo tipo di società patriarcali, dove la donna veniva vissuta anche con “attrazione ed interesse sessuale”, il sesso femminile ha finito per incarnare anche il concetto della Tentazione e la Curiosità per il proibito, in un continuo oscillare anche dentro di lei di pensieri e tentazioni, desideri e resistenze, il bene ed il male.

 

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