Desiderio e Sessualità

Aretusa, le giornate aretusiane, 5 Maggio 2018:
La ricerca bibliografica che ho presentato al convegno di Specializzazione, il cui argomento era il Desiderio”, aveva come tema “il Desiderio e la sessualità”, ecco qui la presentazione finale:

“Questa ricerca, sul tema del desiderio e della sessualità in Psicoanalisi, parte da un mito. Nel libro di Platone, il Simposio, il poeta Aristofane narra che un tempo vi erano creature perfette ed immortali, esse avevano 2 teste, 2 sessi, 4 braccia e 4 gambe. Un giorno pensarono di poter spodestare gli dei.
Zeus, dall’alto del Monte Olimpo, vedendoli salire verso di lui, decise di punirli, scagliando contro di loro i suoi fulmini.
Le creature perfette caddero a terra, lacerate e divise dalle saette, il loro destino divenne di essere mortali. Esse provavano senza fortuna a ricongiungersi, e si disperavano morenti.
Zeus mosso a pietà, spostò i loro sessi nella parte centrale dei loro corpi, e da allora le creature poterono ricongiungersi in un nuovo abbraccio amoroso.
In questo mito emerge la suggestione di un’iniziale e perfetta unione fisica, tema che, d’altro canto, risulta essere centrale in Psicoanalisi.
Freud individuò un intenso legame ed unione fisica in una specifica fase della vita umana, ossia i primi anni di vita del bambino, dove egli sperimenta un intenso rapporto fusionale con sua madre. Il padre della Psicoanalisi iniziò a delineare le sue idee su questa fase a partire dal libro “3 Saggi sulla Sessualità” del 1905. In questo libro Freud afferma che tale legame è caratterizzato da un elevato grado di Bisogno e Soddisfacimento, che avvengono tramite il contatto fra le zone erogene della Madre e del Bambino, come il Seno e la bocca. Ecco cosa scriveva Freud a tal proposito: “chi abbia visto un poppante staccarsi dal seno materno e cadere addormentato con le guance arrossate e un sorriso beato non può rifiutarsi di riconoscere che questa immagine è il prototipo dell’espressione del soddisfacimento sessuale nella vita dell’adulto” (Freud, 1905, pag. 25-26);
Molti autori si sono occupati di questo legame, fra quelli letti in bibliografia ho trovato interessante il contributo di Jean LaPlanche, secondo cui la madre nell’accudire il bambino, in un clima di soddisfacimento ed eccitazione, immette anche elementi di seduzione. L’adulto secondo LaPlanche quindi entra in contatto col bambino attraverso il suo Inconscio sessuale.
L’autore francese attribuisce grande importanza al concetto della seduzione, fino a presentarne una vera e propria teoria; egli sostiene che la Madre seduce il bimbo alla Vita attraverso diverse “operazioni materne”, come il nutrire al Seno, vestire e pulire il bambino, accarezzarlo. Anche lo sguardo materno sembra essere un elemento importante nel sedurre il bambino alla vita (Winnicott, 1971). L’adulto però, seducendo il bambino, immette sottopelle in lui qualcosa di proprio, esterno al bambino, ma che rimarrà dentro quest’ultimo. Vi è all’inizio “un qualcosa di un Altro” nella nostra vita psichica, e ciò va a creare un messaggio enigmatico. Questo messaggio in buona parte verrà “tradotto” attraverso l’utilizzo di funzioni mentali che andremo a vedere, per quanto comunque un’altra parte, solitamente minoritaria, rimarrà sempre non tradotta. Ed è appunto da questo scarto non tradotto, che va poi a strutturarsi l’Inconscio.
Il bambino quindi si ritrova in balia di nuovi eccitamenti ed esperienze corporee intense che all’inizio non sa “digerire” con la mente. Egli per esempio a volte si sveglia nel cuore della notte, e sente l’impellente bisogno di cibo. L’attesa e la mancanza di soddisfacimento
all’inizio sono difficili per il bambino, ma il ritorno della Madre col nutrimento riescono ogni volta a soddisfare il piccolo. Egli col tempo, grazie alla ripetizione dell’allattamento alle stesse ore, con gli stessi suoni, gli stessi odori della pelle e gli stessi sguardi, riesce a formare dentro di lui un ricordo, ossia quello che Freud chiamava come una “traccia mnestica” (Freud, 1905). Egli col tempo riesce a ricreare dentro di sé l’esperienza di allattamento attraverso la stimolazioni dei propri sensi corporei, la Mente ora è in grado di ricrearsi e rivivere “artificialmente” delle esperienze sensoriali e corporee intense attraverso scene visive immaginate. Per la prima volta un vissuto ed un pensiero interno sono in grado di dare piacere, il bambino diventa creatore del proprio stato mentale. Questa allucinazione primaria (così come la definisce Freud) è un episodio spartiacque nella vita psichica, visto che si passa dal piano concreto e reale al piano psichico. È cosi che si entra nel campo del desiderio, ecco cosa scrive a tal proposito Freud nell’Interpretazione dei Sogni: “Il primo desiderio sembra essere stato l’investimento allucinatorio della memoria del soddisfacimento” (Freud, 1899). Il bambino quindi grazie alla sua memoria sa ricreare delle scene visive, che successivamente possono essere utilizzate anche per dare una rappresentazione agli originari messaggi enigmatici immessi dall’adulto, attraverso la funzione della Fantasia. Questa funzione diventa linguaggio e sequenza simbolica, in grado di risolvere gli enigmi e le angosce del bambino. In tal senso secondo Laplanche la Scena primaria è la messa in scena dell’origine della vita, le fantasie di seduzione rappresentano l’emergere della sessualità, mentre la castrazione rappresenta la differenza dei sessi che genera angoscia. La fantasia quindi è un organizzatore delle pulsioni, che permette la nascita del Desiderio. Applicando questi ragionamenti al rapporto fra la madre ed il bambino, possiamo dire che dentro ognuno di noi vi è un oggetto perduto che genera angoscia, iscritto nei sensi e nella memoria somatica. Nei nostri nuovi oggetti d’Amore ricerchiamo inconsciamente la prima esperienza di soddisfacimento, per quanto arricchita dai nuovi desideri e fantasie che strutturiamo col passare del tempo. Ciò che è stato perso e non sarà più viene rivissuto in ciò che è presente e che vive. Forse le nostre relazioni d’amore sono delle messe in scena del primo legame d’amore, per quanto arricchite dalle nuove esperienze. In tal senso l’originario desiderio della madre viene trasformato, la Fantasia ci permette di creare nuovi desideri, che vengono poi integrati con quelli immessi originariamente dall’esterno. E qui torniamo al mito iniziale delle creature perfette, forse tutti noi, lacerati scissi e gettati nel mondo per sempre, non vivremo più l’iniziale unione corporea, ma con il passare del tempo ed i cambiamenti del corpo potremo riunirci in nuovi incontri amorosi, che grazie ai desideri e la Fantasia saranno a loro volta unici ed irripetibili”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...